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sabato 1 settembre 2012

SOTTO LA CASCATA


"...I Sutra usuali, accompagnati da mantra incalzanti vennero recitati; ecco che il signor Matsushita - il sensei di Karate che ci accompagnava - si spogliò di tutti i suoi vestiti, tranne per il perizoma tradizionale, si legò quindi un asciugamano attorno alla testa perfettamente rasata e si diresse direttamente sotto la cascata con la schiena rivolta alla rocce. Come l'acqua si riversava su di lui, le sue mani cominciarono a muoversi velocemente avanti e indietro, e le dita si intrecciavano nei complessi mudra delle Nove Sillabe. La sua pallida figura spoglia contro il muro di roccia e gli affascinanti movimenti delle sue mani lo rendevano stranamente demonico, come se un potere o una grazia ulteriori discendessero su di lui attraverso la gelida acqua della cascata. I mudra divennero sempre più incalzanti e feroci, finché improvvisamente iniziarono ad assomigliare agli artigli di un grosso uccello, ed io realizzai che si erano trasformati le forme della sua arte marziale. Esplose quindi in tre o quattro tremendi kiai,  lancinanti urli diaframmatici che echeggiarono tra le rocce e la vegetazione. Uscì infine dalla cascata, sorridendo, strofinando la parte inferiore del corpo, decantando i pregi dell’acqua gelata dopo una lunga settimana di astensione rituale dalle abluzioni. Le doti demoniche caddero improvvisamente dalla sua persona, come cadrebbe un vestito, e in un breve istante tornò umano, ancora una volta. "

Kuniyoshi Keyamura Rokusuke under the hikosan gongen waterfall


Tratto e tradotto da "The Catalpa Bow - A study of the sciamanistic practices in Japan" di Carmen Blacker (1975)

giovedì 23 agosto 2012

DUNE / Il futuro è passato



Il concetto di progresso è un meccanismo protettivo che ci difende dai terrori del futuro.”

Dune è un romanzo di fantascienza, parte di un ciclo, composto dalla fervida immaginazione di Frank Herbert, a partire dal 1965.
Perché, mi chiederete voi, tiro fuori questo "vecchiume" stantio dal cesto dei ricordi degli anni ’60?
Molti di voi avranno in mentea malapena il film, diretto da David Lynch, emblematico frutto rococò degli anni ’80 in cui recitò un improbabile Sting.

Il romanzo tratta della sfida - a sfondo ecologico - tra le due dinastie più influenti del pianeta Arrakis, per il controllo, di una landa ormai desolata e desertica, unico luogo di produzione e raccolta della preziosissima Spezia: sostanza fondamentale per la struttura della società galattica. Mélange – o altrimenti detta Spezia - è una potentissima droga, capace di allungare la vita, mostrare il futuro e dischiudere le più grandi potenzialità della mente umana.
La Spezia è inoltre essenziale per l’utilizzo di astronavi, alimenta inoltre i Mentat - particolari esseri umani dotati di capacità di calcolo degne di un computer - e infine essa è la chiave dei poteri delle Veggenti, dotate del dono della prescienza e della capacità di scovare la verità.

"Senza Dune, Guerre Stellari non sarebbe mai esistito." Affermò George Lucas. Questo romanzo è infatti un contenitore incredibile dei «germi» del futuro immaginario fantascientifico, ma soprattutto è stato uno tra i primi, dopo i grandi maestri come Asimov e Dick, a proporre un futuro semi-distopico.

Forte è la consapevolezza riguardo alle tematiche dello sfruttamento e della tutela ambientale, davvero anticipatrice rispetto al trend dell’epoca, dove la sopraffazione ambientale era ancora sfrenata e incalcolata. Un’anticipazione brutale di quella che sarebbe stata - su sfondo contemporaneo - la lotta per il controllo dell’oro nero, tra le più forti nazioni mondiali. Senza riguardo all’ambiente, e a chi lo abita.
Molto importante è inoltre la tematica dei coadiuvanti per l’attività psichica degli esseri umani, il cui utilizzo in vasta scala è stato suggerito, con filtro della fantascienza, dall’autore ben prima dell’esplosione del fenomeno “woodstock” e della globalizzazione degli stupefacenti.
Non ultima tematica per importanza è quella suscitata dal complesso rapporto tra religione e politica, dove Herbert con particolare lungimiranza riesce a discernere quelle che saranno le derive del problema che da sempre ha colpito la storia dell'umanità, la cui risoluzione tutt'ora non sembra di facile impresa.

Mi limito a queste tematiche per iniziare a stuzzicare la vostra curiosità, con una delle più grandi opere letterarie del secolo scorso, paragonabile per mole, forma ed importanza a quello che fu la saga della Terra di Mezzo, J.R.R.Tolkien ed il suo Signore degli Anelli.

Un'opera fondamentale per il passato, utile per capire il presente, capace di traghettarci verso il futuro.


«Il puro piacere dell'invenzione e della narrazione ad altissimo livello.» Isaac Asimov
«Un mondo che nessuno ha ancora saputo ricreare con tale perfezione.» James Cameron
«Il meglio. Oltre ogni genere letterario e ogni epoca.» Stephen King
«Dune è parte integrante del mio universo fantastico.» Steven Spielberg


 

Artwork di Nicolo OOBE Sambugaro, artist & music producer.

sabato 17 marzo 2012

Le vere memorie di una geiko: “Storia proibita di una geisha” di M. Iwasaki


Kyoto, anni Cinquanta. Sotto un bellissimo parasole di carta, un’elegantissima donna abbozza un sorriso al fotografo; a lei cerca di stringersi una bambina dall’aria curiosa. Sotto il suo bel kimono a fiori, spuntano appena i piedini intrecciati in segno di timidezza. Da pochi mesi, Masako – così si chiama la piccola – ha lasciato di sua volontà, sebbene a malincuore, la propria casa per trascorrere gli anni a venire in un’okiya, la tradizionale residenza delle geiko (come si autodefiniscono le geisha) e delle maiko (le apprendiste): ignora del tutto che ben presto diventerà una delle donne più ammirate dell’intero Giappone, a costo però di enormi sacrifici. Non soltanto la bimba è costretta ad adattarsi a uno stile di vita alquanto duro, ma è tenuta a rinunciare alla propria famiglia, mutando persino il proprio nome in Mineko e il cognome in Iwasaki (tratto dalla madre adottiva).




La sua storia è raccontata per la prima volta in un volume da poco uscito in Italia, Storia segreta di una geisha, curato da lei stessa, Mineko Iwasaki, ora rispettabile signora di mezza età, e dalla sua biografa Rande Brown (trad. a cura di Alessandra Mulas, Newton & Compton, pp. 318, € 9,90; in offerta su Amazon.it cliccando qui a € 8,42 in formato cartaceo e 4,99 in ebook). Sebbene non sia esplicitamente affermato, oltre che per gettare luce sul mondo delle geiko, spesso ritenute a torto prostitute o mere dame di compagnia, il libro vuole contrapporsi al best seller Memorie di una geisha di Arthur Golden, il quale, infrangendo gli accordi, avrebbe menzionato la Iwasaki (sua informatrice) più volte sia nell’opera, sia in alcune interviste, contrariamente alla volontà di lei, e distorto alcuni aspetti della vita delle geiko.
Sin dalle prime pagine dell’autobiografia della donna, l’indole romanzesca e patetica  – che molto ha colpito i lettori dello scrittore americano – è bandita: il “mondo del fiore e del salice” (karyukai), ossia quello dei quartieri di piacere (di natura estetica, non sessuale), si mostra ben presto tanto seducente quanto logorante.

Designata da Oima, la padrona della okiya, sua unica erede, Mineko già dalla più tenera infanzia si impegna per raggiungere il sucesso: come racconta in dettaglio, le sue giornate sono scandite dall’intenso studio della danza e della musica, dalle fatiche domestiche e da esercitazioni continue in tutte quelle arti (quali la calligrafia e la cerimonia del tè) che un giorno la renderanno una perfetta geisha. Il carattere combattivo e la tenacia la spingono anche a battersi per i diritti e la dignità delle geiko, malgrado attorno a sé cresca l’ostilità scatenata dalla sua bellezza.
Consacrando la vita alla danza – unica attività capace di alleviare il dolore per l’allontanamento dai genitori e le sofferenze causatele delle rivali -, in virtù della sua grazia e della sua caparbietà, la ragazza diviene un’invidiabile maiko e, poco tempo dopo, la geisha più desiderata e ricca di tutto l’arcipelago nipponico. Ma la vera felicità è ancora lontana.

Pagina dopo pagina, la Iwasaki ci conduce a Kyoto tra i vicoli di Gion (il distretto delle geisha per eccellenza), nelle ochaya (letteralmente le stanze del tè, sedi dei banchetti con gli ospiti), nel cuore dei matsuri (festival tradizionali) e nelle camere più intime delle okiya, in cui le artiste possono finalmente essere semplici adolescenti che scherzano tra loro o attendono impazienti il vero amore. Oltre a farci sorridere con buffi aneddoti (in cui, a dire il vero, i reali inglesi non danno il meglio di sé), Mineko ci svela con dovizia di particolari le consuetudini e i trucchi del suo mestiere, tenuti segreti per intere generazioni, alternando una narrazione romanzesca a una più saggistica e tecnica, senza mai perdere vigore.




[Tratto da: www.bibliotecagiapponese.it ]


martedì 13 marzo 2012

Jack Kerouac - On the Road / Trailer



Il celebre romanzo di Jack Kerouac, On the Road, è stato finalmente portato sul grande schermo dal regista Walter Salles.  
Il romanzo di Kerouac è notoriamente il simbolo per eccellenza della beat generation. Pensando ai precedenti film di Walter Salles e alla loro tipica atmosfera da "odissea", questo regista può essere davvero tra i migliori a rappresentare il libro. Nel film reciteranno anche Garrett Hedlund, Sam Riley e Kristen Stewart.